di: Michele Vollaro | 28 Gennaio 2026
I Paesi dell’Africa stanno trasferendo verso la Cina più capitali per il rimborso dei debiti di quanti ne ricevano sotto forma di nuovi finanziamenti, segnando un’inversione di tendenza nei flussi economici dell’ultimo decennio. Secondo un’analisi di One Data diffusa oggi e ripresa dall’agenzia Reuters, il continente ha registrato un deflusso netto di circa 20,3 miliardi di euro tra il 2020 e il 2024, ribaltando l’afflusso di 27,7 miliardi di euro registrato nel quinquennio precedente.
David McNair, direttore esecutivo di One Data, ha definito questa dinamica un “grande ribaltamento” che vede Pechino trasformarsi da principale finanziatore a estrattore netto di risorse dalle economie a basso e medio reddito.
Mentre i prestiti bilaterali cinesi e quelli dei creditori privati sono diminuiti drasticamente, con questi ultimi scesi dal 19 per cento all’1 per cento dei flussi totali, il ruolo di sostegno allo sviluppo è passato alle istituzioni multilaterali. Queste ultime hanno incrementato i finanziamenti netti del 124 per cento, fornendo circa 349,7 miliardi di euro nell’ultimo quadriennio monitorato. Il rapporto sottolinea che tale scenario è aggravato dai tagli all’assistenza ufficiale allo sviluppo e dalla chiusura dell’agenzia statunitense Usaid avvenuta lo scorso anno, fattori che mettono a dura prova la capacità dei governi africani di finanziare i servizi pubblici e gli investimenti.
Per monitorare queste dinamiche e ridurre la frammentazione dei dati, One Data ha annunciato il lancio del Development Finance Observatory, un’iniziativa da 3,7 milioni di euro sostenuta da Google.org e dalla Rockefeller Foundation. Il nuovo osservatorio utilizzerà tecnologie di intelligenza artificiale e l’infrastruttura Data Commons di Google per integrare flussi di aiuti, debiti e rimesse in un sistema trasparente. Secondo Mike Muldoon, consigliere della Rockefeller Foundation, lo strumento permetterà ai decisori politici di avere un quadro chiaro delle risorse disponibili per garantire che ogni euro sia speso in modo efficiente a sostegno delle popolazioni in difficoltà.
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