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In Botswana scorte di diamanti ai massimi, produzione frenata

di: Valentina Milani | 26 Gennaio 2026

Il Botswana ha scorte di diamanti quasi doppie rispetto ai livelli-obiettivo fissati dal governo, un accumulo che – in un contesto di prezzi ancora depressi – limita nel breve periodo la possibilità di aumentare la produzione per sostenere la ripresa economica. Secondo un documento di strategia di bilancio 2026/27 del ministero delle Finanze ripreso da Reuters, alla fine di dicembre 2025 la giacenza nazionale era pari a 12 milioni di carati, quasi il doppio del livello massimo consentito dal governo, fissato a 6,5 milioni di carati.

Il ministero afferma che, finché le scorte non verranno ridotte avvicinandosi ai minimi consentiti, la produzione resterà “sostanzialmente invariata”, riducendo quindi il margine per una crescita trainata dal comparto minerario.

L’economia del Botswana era attesa in contrazione di quasi l’1% nel 2025 dopo il calo del 3% dell’anno precedente, una dinamica attribuita in larga parte al crollo dei prezzi dei diamanti sotto la pressione delle gemme sintetiche e della domanda globale debole, secondo quanto riportato da Reuters.

Il ribasso dei prezzi ha spinto Debswana – joint venture tra il Botswana e De Beers, responsabile di circa il 90% delle vendite di diamanti del Paese – a sospendere temporaneamente la produzione in alcune miniere lo scorso anno.

Il Botswana ha prodotto 18 milioni di carati nel 2024, secondo solo alla Russia, sulla base dei dati del Kimberley Process Certification Scheme.

Nel documento di bilancio, il ministero sottolinea che l’impossibilità di aumentare rapidamente l’output rischia di comprimere ulteriormente le prospettive economiche, a meno che i settori non minerari non registrino una performance significativamente migliore.

In Botswana i diamanti rappresentano tradizionalmente circa un terzo delle entrate nazionali e tre quarti dei proventi in valuta estera.

Il ministero richiama inoltre i rischi legati ai dazi: le esportazioni verso gli Stati Uniti, inclusi i diamanti, sono ora soggette a una tariffa del 15%. Eventuali tariffe più elevate in altri mercati chiave per i consumi – come l’India – potrebbero prolungare la fase di prezzi bassi e ridurre ulteriormente i margini.

Le entrate minerarie sono stimate a 10,3 miliardi di pula nel 2025/26, contro una media storica annua di 25,3 miliardi, riflettendo il calo delle vendite di diamanti, secondo quanto riportato dal documento.

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