di: Andrea Spinelli Barrile | 23 Gennaio 2026
L’Unione europea (Ue) ha rimosso sei Paesi africani, tra cui il Sudafrica, dall’elenco delle giurisdizioni considerate “ad alto rischio” per i reati finanziari, dopo che erano stati inseriti nella cosiddetta “lista grigia” della Financial action task force nel 2023.
La decisione è stata presa a seguito di una valutazione delle riforme attuate dal Sudafrica per rafforzare i propri quadri normativi in materia di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, un’iniziativa vista come un riconoscimento internazionale degli sforzi di Pretoria per migliorare la supervisione finanziaria. Tuttavia, tale decisione non si è limitata al Sudafrica: anche Burkina Faso, Mali, Mozambico, Nigeria e Tanzania sono stati rimossi dopo aver introdotto riforme normative nel corso del 2025, consentendo a questi Paesi di uscire dal monitoraggio rafforzato e di riconquistare la fiducia delle istituzioni finanziarie internazionali.
Tale decisione dovrebbe migliorare il clima degli investimenti nei Paesi interessati, che in precedenza avevano dovuto affrontare restrizioni che scoraggiavano gli investimenti esteri e aumentavano i costi di transazione. Si prevede inoltre che faciliterà i flussi commerciali e finanziari con l’Unione europea, uno dei maggiori partner commerciali dell’Africa, sostenendo al contempo la crescita economica e gli afflussi di capitali in tutta la regione.
L’inserimento nelle liste finanziarie ad alto rischio limita l’accesso dei Paesi ai servizi bancari internazionali e sottopone le transazioni a controlli più rigorosi, incidendo negativamente sull’attività economica. La rimozione da tali liste è ampiamente considerata un voto di fiducia negli sforzi di riforma.
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