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Viceministro Giro in Camerun, “Italia considerato partner affidabile”

DSC_0041“Sto verificando con i miei occhi come la lunga visita dello scorso anno del Presidente Sergio Mattarella può aver mutato per sempre la relazione tra Italia e Camerun. Oggi l’Italia è considerata non più un estraneo ma un Paese amico e tra i partner più affidabili”.
Lo ha detto il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Mario Giro, a seguito di alcuni incontri con i Ministri dell’Istruzione e dell’Economia camerunesi a Yaoundé.
In una nota diffusa dal ministero degli Esteri si precisa che gli incontri sono avvenuti nel corso della visita che Vice Ministro sta svolgendo in Camerun, dove resterà fino al 15 febbraio nel quadro delle “Giornate economiche italiane” della Fiera Salon Promote 2017, principale evento fieristico e commerciale di tutta l’Africa Centrale.
In Camerun, prosegue la nota della Farnesina, così come in altri Paesi africani, la crescita economica ha coinciso con un affievolirsi dell’influenza delle ex-potenze coloniali europee che progressivamente hanno ceduto il passo a Cina, Usa e Paesi emergenti (anche la Turchia).
In tale contesto, la presenza delle imprese italiane nelle grandi operazioni di investimento in Africa è ancora troppo marginale e per lo più si riferisce a grandi gruppi come Eni, Danieli, Enel Green Power, Salini, Impregilo e ad altri investitori.
“In quest’ottica – sottolinea Giro – siamo qui per promuovere le ‘Giornate economiche’, che prevedono inoltre l’apertura ufficiale di ‘Casa Italia’, il padiglione italiano di 1.200 metri quadrati organizzato dall’Ambasciata grazie al coinvolgimento dell’Ice”.
“Casa Italia” riunisce in totale circa 80 imprese. “Tutto questo – continua il Vice Ministro – fa parte di una strategia politica che è peculiare della Nuova Cooperazione allo Sviluppo. Fare sistema, non perdere tempo, anzi, guadagnare il tempo perduto. Con l’eccellenza italiana possiamo cambiare il Paese, e allo stesso tempo sostenere una chance imprenditoriale per l’Italia. C’è bisogno di un nuovo partenariato e di un nuovo approccio verso l’Africa: il rafforzamento di strumenti di cooperazione economica, di investimenti, apertura di mercati, formazione di risorse umane”.
L’Italia conclude Giro , “Paese della manifattura, delle PMI e delle cooperative può fornire un formidabile know-how”.

 

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