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EQUILIBRI

Africa’s Pulse, ovvero il battito del continente, è il titolo dell’ultimo rapporto della Banca Mondiale sullo stato dell’economia del Continente.

Nella sezione Equilibri di questo mese ampio spazio a luci e ombre dell’economia africana, ma anche ai flussi illeciti di denaro dal continente , agli interessi della Malesia e al successo della Turchia in Africa. Un’analisi politica sul Golpe in Repubblica Centrafricana (incluse le voci di un possibile coinvolgimento ciadiano) e l’ultimo vertice dei Brics in chiave africana, completano la sezione. 

L’economia cresce con forza, la povertà diminuisce troppo poco

Tra il 2013 e il 2015 il continente crescerà a una media del 5% ma già nel 2012 un quarto dei paesi africani ha superato questa barriera attestandosi a un più 7%: a sostenerlo è l’ultimo rapporto della Banca Mondiale intitolato “Africa’s Pulse”.

 

Un mare di dollari che lascia l’Africa, la piaga di traffici illeciti e riciclaggio

Ogni anno sono almeno 50 i miliardi trasferiti oltremare in maniera irregolare: si tratta di una cifra equivalente al doppio del totale dell’aiuto allo sviluppo ricevuto nello stesso periodo dalle regioni subsahariane. Il parere di un economista del Benin.

 

La sorpresa viene dalla Malesia, nel 2011 primo investitore asiatico

Il paese del sudest asiatico ha superato la Cina per investimenti diretti in Africa piazzandosi subito dietro Stati Uniti e Francia grazie soprattutto alle operazioni nel settore petrolifero della Petronas e a quelle della multinazionale Sime Darby.

 

Cooperazione e partnership commerciale, la strategia di Ankara a sud del Sahara

Negli ultimi cinque anni la Turchia ha aumentato i propri sforzi diplomatici e politici per proporsi come affidabile compagno d’affari e la sua presenza è cresciuta del 38%:
emblematico e lampante l’esempio della Somalia dove ha battuto tutti sul tempo.

 

I ribelli, il colpo di Stato e ora il caos a Bangui il quadro è preoccupante

La parvenza di democrazia instaurata da Bozizé, egli stesso giunto al potere nel 2003 con un golpe, non era mai stata particolarmente gradita né all’interno né nella regione. Ma anche i nuovi gruppi al governo non sembrano aprire a un futuro di prospettiva.

  • Chi è Michael Djotodia
  • La mano del Ciad?

I Brics non trovano ancora l’accordo, la Banca per lo sviluppo non decolla 

Riuniti a Durban a marzo, i rappresentanti di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica hanno realizzato pochi progressi sul fronte della creazione di un istituto multilaterale. Sono stati diversi però i risultati conseguiti per lo sviluppo delle relazioni commerciali.



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