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Mattarella all’Università di Yaoundé: immigrazione fenomeno globale che solo cooperazione può governare

CAMERUN – (da Yaoundé) Globalizzazione e immigrazione, cooperazione e assunzione di responsabilità: questi i punti toccati oggi all’Università di Yaoundé I, uno dei due atenei della capitale camerunense dal capo di Stato italiano, Sergio Mattarella, nella seconda giornata della sua visita in Camerun.

“La tentazione di alzare muri – ha detto Mattarella rivolgendosi agli studenti e al corpo docente, facendo riferimento alle migrazioni come fenomeno globale – erigere barriere di filo spinato, rifugiarsi in un illusorio isolamento presente in parte della stessa opinione pubblica europea, oltre che moralmente inaccettabile, è del tutto inefficace. Soltanto la cooperazione può governare questo fenomeno, facendo le ragioni della luce su quelle dell’oscurità”.

Prendendo atto della crescita del continente africano, definito il “Continente dell’oggi”, ricordando le sfide dei Paesi africani chiamati ad affrontare e vincere, combinando crescita e occupazione e “consentendo alle nuove generazioni di essere protagoniste dello sviluppo inclusivo e duraturo del tessuto sociale”, Mattarella ha anche fatto riferimento alle crisi continentali che negli ultimi cinque anni sono state responsabili di più di tre milioni e mezzo di rifugiati e di circa 11,5 milioni di sfollati interni.

“Forze violente e minoritarie prendono in ostaggio intere popolazioni – ha detto ancora il Presidente italiano – scardinano la convivenza di interi Paesi. L’estremismo violento che attacca la vita umana non può avere diritto di cittadinanza, in Africa come in Europa. Le responsabilità della comunità internazionale e di numerosi paesi, anche europei, nel non aver saputo affrontare le ragioni della crisi, se non addirittura nell’aver concorso a creare in passato condizioni di instabilità, sono ampie. Vanno lasciate alle spalle politiche errate che hanno permesso il terrorismo di alimentarsi di pericolosi anti-valori, permeati da irrazionali pulsioni violente”.

Dichiarazioni forti che riportano a recenti fatti di politica e cronaca internazionali con l’invito a non cadere per questo nella trappola degli estremismi.

“Tutto questo – ha detto anzi Mattarella, citando le sfide poste da gruppi come Boko Haram e Isis – ci richiama alla necessità di reagire con fermezza, intelligenza e soprattutto salda unità di intenti. Lo scontro in atto tra le forze del progresso e della pace e quelle del caos non è come troppo spesso si sente affermare uno ‘scontro di civiltà’”.

Per approfondire:

AA_coverMarzo2016



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