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    Tunisia: 50 anni dopo legge su investimenti esteri, il successo di un hub strategico nel Mediterraneo

     E’ cominciato con una sessione di pre-apertura dedicata all’attrattività delle regioni (in particolare Sud, Centro-Ovest e Nord-Ovest), il XX Tunisia investment forum (Tif), l’evento di punta organizzato dalla Fipa (agenzia per la promozione degli investimenti esteri) sotto l’egida del ministero dell’Economia e della Pianificazione e con il partenariato ufficiale del Gruppo Banca Mondiale.

    C’era grande attesa per questa prima edizione del forum post-covid, alla quale si sono registrate oltre 260 realtà provenienti dall’estero, per un totale atteso di circa un migliaio di partecipanti, presso il centro congressuale del Ramada Plaza hotel di Gammarth, alle porte di Tunisi.

    “Questa ripresa avviene in un contesto eccezionale post-covid, sia in Tunisia che nel resto del mondo, ed era importante ripartire”, sottolinea in un’intervista ad Africa e Affari, poco prima dell’avvio delle prime attività ufficiali, il direttore generale della Fipa, Abdelbasset Ghanmi.

    “Il Covid ha impattato negativamente le nostre vite e ha causato molti danni, ma ora è tempo di cercare di cogliere le opportunità che derivano dai cambiamenti in atto. L’Europa e la sponda sud del Mediterraneo hanno dovuto rendersi conto della dipendenza nei confronti dell’Asia e in particolare dalla Cina, e soprattutto per prodotti strategici, come ad esempio la sanità, l’industria farmaceutica, l’agroalimentare”, osserva Ghanmi.

    Il direttore generale è tornato anche a mettere in luce alcuni dei principali assi nella manica della Tunisia: competitività e posizione geografica, riferendosi alla “nostra prossimità a mercati importanti, in primo luogo l’Europa, nostro primo partner” e ricordando che l’Italia sta a un’ora di volo e molte capitale europee sono a circa due ore. “I tempi di consegna sono cortissimi, i costi di trasposto sicuramente meno elevati di quelli con l’Asia”.

    Attraverso questo Tif si intende anche spingere verso una facilitazione ancora maggiore delle procedure necessarie per fare business in Tunisia, digitalizzare, accelerare, superare gli scogli burocratici e la corruzione. L’ultima versione del codice degli investimenti, entrata in vigore nel 2017, sancisce la libertà di investire in Tunisia, ma nella pratica esistono leggi vincolanti, che riguardano soprattutto le attività commerciali e le quelle agricole per la gestione delle terre. “In questa edizione del Tif, annunceremo provvedimenti che mirano a migliorare ulteriormente il clima degli affari e degli investimenti”.

    Sono più di 3.700 le aziende straniere che si sono inserite nel mercato tunisino per integrare una catena del valore a forte valore aggiunto. Rappresentano una parte importante del paesaggio economico tunisino, totalizzando 29.400 milioni di dinari e generando 416.000 posti di lavoro diretti. Sono prevalenti il settore manifatturiero, l’automotive, i componenti aeronautici, l’agroalimentare, il digitale, i servizi, l’industria farmaceutica.

    Il Tif 2020 ha celebrato la XX edizione e il 50° anniversario della promulgazione della legge di aprile 1972 relativa al regime offshore che ha consentito la presenza degli investimenti esteri, le esportazioni, e il ruolo della Tunisia come piattaforma nell’area mediterranea. [Dalla nostra inviata]© Riproduzione riservata

    Leggi il nostro focus sulle opportunità presenti in Tunisia per le imprese italiane: https://www.africaeaffari.it/rivista/quale-tunisia



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