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Produzione di stagno in aumento, il Congo rimane primo produttore continentale

Ancora una volta la Repubblica Democratica del Congo si classifica primo produttore africano di stagno, facendo registrare nel 2018 un aumento del volume di estrazione del 28,6% rispetto al 2017.

Nel rapporto Commodity Markets Outlook della Banca mondiale pubblicato ad aprile, l’immenso  Congo-Kinshasa risulta primo produttore con 9000 tonnellate, ovvero 2000 tonnellate in più rispetto ai risultati dell’anno precedente. Una delle più grandi miniere mondiali, quella di Bisie nel Nord-Kivu, nel territorio di Walikale, è attualmente in fase di sviluppo con l’azienda canadese Alphamin, con sede alle Mauritius. E’ proprio quest’anno, avendo terminato la preparazione del sito estrattivo, che si dovrebbe entrare nella fase di produzione di riserve stimate in ben 19.000 tonnellate.

Nella classifica africana, seguono la Nigeria, con una produzione nettamente inferiore, di 3600 tonnellate, e il Rwanda, con 2400 tonnellate.

Lo stagno è  il metallo che viene impiegato per realizzare le saldature – su rame e piombo – ed è fondamentale durante la lavorazione del vetro. Si può legare non solo al rame ma anche al ferro (e all’acciaio), per impedirne la corrosione: una delle applicazioni più conosciute è la produzione di contenitori in banda stagnata, come lattine o scatolame, per contenere bevande e conservare alimenti.

Gli specialisti del settore prevedono un aumento della domanda di stagno a livello mondiale fino al 2030.

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Per approfondire:

Un numero dedicato a un Paese molto particolare, la Repubblica democratica del Congo, ricchissimo di materie prime che deve ancora imboccare un chiaro percorso di sviluppo



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